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Nella Repubblica di San Marino il culto del Santo, cui la leggenda fa risalire il merito di aver fondato la Repubblica, è diffuso e sinceramente sentito. Ed è appunto la leggenda che ci tramanda la figura di questo tagliapietre che, venuto dalla natia isola di Arbe in Dalmazia, salì sul Monte Titano ed ivi fondò una piccola comunità di cristiani perseguitati per la loro fede al tempo dell'imperatore Diocleziano. E' certo comunque che la zona fu abitata fin dai tempi preistorici, ma è solo dall'età medioevale che abbiamo notizie certe sulla esistenza di un Cenobio, di una Pieve, di un Castello, di elementi in definitiva che convergono ad una conferma del fatto che sulla vetta del Monte Titano esisteva una Comunità organizzata.
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Statuto del 1352-1353, Archivio di Stato
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Mentre l'autorità dell'Impero si andava attenuando e quando ancora non si era affermato il potere temporale del Papato, si affermò qui, come in altre città d'Italia, la volontà dei cittadini di dare a se stessi una forma di governo. Ecco quindi il Comune. E mentre ognuna delle città italiane intitolava la propria libertà ad un Santo, la piccola comunità del Monte Titano, memore della figura leggendaria del tagliapietre Marino, si chiamò "Terra di San Marino" poi "Comune di San Marino" e infine "Repubblica di San Marino".
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Mentre il corpo sociale cresceva, a condividere la responsabilità dell'esecutivo, accanto al Rettore, venne nominato un Capitano Difensore. Ma fu solo nel 1243 che si nominarono i primi due Consoli, cioè i Capitani Reggenti che si avvicendarono al potere ogni sei mesi ininterrottamente fino ai giorni nostri confermando la validità e la efficienza delle istituzioni, prima fra tutte quella Reggenziale.
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Significative furono le contese coi Vescovi del Montefeltro che pretendevano il pagamento del tributo; ma alla fine i sammarinesi prevalsero conseguendo l'emancipazione politico-amministrativa. Né i Sammarinesi furono imbelli ma difesero le mura della loro città con le leggendarie balestre e parteciparono alle lotte a fianco dei Montefeltro di Urbino, fautori del partito ghibellino.
Il
Castello di Faetano entrò a far parte del territorio
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Due volte la Repubblica di San Marino fu
occupata militarmente, ma solo per pochi mesi: nel 1503 da Cesare
Borgia detto il Valentino e nel 1739 dal Cardinale Giulio Alberoni. Dal Borgia riuscì a liberarsi per la morte del
tiranno. Dal Cardinale Alberoni seppe sottrarsi con la
disobbedienza civile al sopruso e inviando
clandestinamente messaggi per ottenere giustizia al Sommo
Pontefice, che riconobbe il buon diritto di San Marino e ne
ripristinò l'indipendenza. Napoleone nel 1797 offrì l'estensione del territorio, doni ed amicizia alla Repubblica di San Marino. I Sammarinesi furono grati per l'onore di tali elargizioni, ma rifiutarono con istintiva saggezza l'ampliamento territoriale "paghi dei loro confini".
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Il
Cardinale Alberoni
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Garibaldi incontra il Capitano Reggente Belzoppi |
San Marino vanta una tradizione di ospitalità eccezionale in tutti i tempi. In questa terra di libertà non fu infatti mai negato il diritto d'asilo e l'aiuto ai perseguitati dalla sventura e dalla tirannide, qualunque fossero la loro condizione e le loro idee. Citeremo solo due esempi fra i tanti che si potrebbero elencare: Giuseppe Garibaldi, nel 1849, circondato da tre eserciti dopo la caduta della Repubblica Romana, venne ospitato e trovò insperata salvezza a San Marino assieme ai suoi compagni superstiti. Durante l'ultimo conflitto mondiale, San Marino ospitò oltre 100.000 rifugiati.
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